La Nostra Storia
La Storia di Buna
Da un villaggio di pescatori al Ranch
All’inizio degli anni 2000, un uomo arrivò in un villaggio di pescatori senza luce né strada, e decise di costruire il proprio paradiso — un muro, una scultura, uno chalet alla volta.
Buna scopre Atins
Quando Buna arrivò ad Atins, il villaggio contava circa 300 pescatori, non c’era elettricità, né automobili, né turismo. Il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses non esisteva ancora. Buna comprò un terreno ad Atins con l’idea di costruire un rifugio personale, lontano dalla città.
Non c’erano hotel, né turisti, né il nome «Lençóis Maranhenses» sulle mappe. Solo dune, il vento salato e il silenzio. Buna comprò una striscia di palmeto in riva al fiume e passò i primi anni semplicemente ad ascoltare il luogo — dove sorgeva il sole, da dove saliva la marea, quale ombra portava il pomeriggio.
Il sogno prende forma
Con il tempo, il rifugio si trasformò in un sogno più grande: una pousada per accogliere gli amici. Buna iniziò a raccogliere materiali — legno riciclato, legname di riforestazione, tutto recuperato. Senza architetto, senza progetto, disegnò e costruì da solo ogni chalet, ogni mobile, ogni dettaglio. Le sculture in legno sparse per il giardino sono anch’esse opera delle sue mani, intagliate da alberi locali.
Il legno veniva dal fiume stesso: tronchi portati dalla marea, travi di demolizione recuperate, scarti di rimboschimento che nessuno voleva. Buna li levigava, li incastrava e li alzava senza un chiodo più del necessario. Di notte intagliava sculture di vasi e fiori nei tronchi — gli stessi che oggi accolgono chi arriva.
Da 5 chalet a un’eredità
Con l’inaugurazione della strada che collegò São Luís a Barreirinhas, il Ranch aprì le sue porte con appena 5 chalet. Col tempo, è cresciuto in modo organico — mantenendo sempre la stessa essenza rustica e semplice, ma confortevole. Oggi, più di vent’anni dopo, il Rancho do Buna è più di una pousada. È l’eredità di un uomo che ha trovato il suo paradiso e lo ha costruito con le proprie mani.
Arrivarono i pavoni, poi gli asini, le anatre, le galline — e rimasero. Il palmeto divenne casa di animali liberi e di ospiti che tornano. In fondo, è impossibile separare il luogo dall’uomo che l’ha fatto a mano: lo senti prima ancora di disfare le valigie, perché qui ogni muro è stato alzato pensando a chi ci avrebbe dormito.
Nelle parole di Buna
«Ho costruito ogni parete con il legno che il fiume mi ha portato.»
— Buna, fondatore — Atins
Cosa ci definisce
Fatto a Mano
Buna ha costruito il Rancho senza progetto d’architetto, con legno riciclato e di riforestazione che il fiume ha portato. Ogni mobile, ogni parete e ogni scultura del giardino è uscito dalle sue mani — è questa essenza artigianale che ti accoglie ancora oggi.
Natura Viva
Pavoni, anatre, asinelli e galline passeggiano liberi nel palmeto — il giardino è anche loro. Qui la natura non è uno sfondo: è una vicina di casa che accoglie chi arriva al cancello.
L’eredità di Atins
Nel corso degli anni, Buna ha contribuito a fare di Atins ciò che è oggi. Quella stessa cura di chi ha costruito il luogo con le proprie mani è ciò che ritrovi nella nostra ospitalità.
La Vita al Ranch
L’essenza del luogo
Costruito con ciò che il fiume ha portato
Il Rancho è nato da legno riciclato e di riforestazione, senza progetto d’architetto — alzato a mano, pezzo per pezzo, con ciò che il fiume e la terra hanno offerto. Gli animali vivono liberi nel palmeto, padroni del giardino tanto quanto gli ospiti. Non è un concetto di sostenibilità stampato su un cartello: è semplicemente il modo in cui Buna ha sempre fatto, e in cui il luogo continua a essere curato.
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